Il nome di Costa si
ritiene possa avere origine dalla situazione che ci è
ricordata da un documento del 1146 che interessa Costa e
i 2 monasteri benedettini di Pomposa e di San Cipriano
di Murano.
Si disputa nel documento della terra posta tra "unum
latum flumen Aticis, alius latus fossa que dicitur Gaibo,
uno capite Policinus de Subto Ramethelli, alio capite
Albarus de Pagliano", con esclusione di un lago dove
possano liberamente pescare gli uomini di diritto di
Pomposa (Villamarzana) e di San Cipriano di Murano
(Costa di Rovigo). un tratto di terra quindi tra un
corso d'acqua ed un lago, uan lingua di terra, una
costa. Il toponimo deriverebbe dalla particolare
conformazione del luogo.
Nell'anno 1115, Fulcone, Marchese d'Este, con istrumento
solenne, donò al monastero di San Benedetto di Lairone
20 mansi (che ascendono a più di 480 delle nostre
biolche) nel luogo chiamato Costa. Al momento della
donazione correvano 17 anni da quando San Cipriano di
Murano era "cella monastica" alle dipendenze di San
Benedetto Po, per questo la cura spirituale e le
questioni riguardanti Costa vennero delegate ai monaci
veneziani, logisticamente più vicini a Costa. La
donazione del 1115 non fu gradita ai monaci di Pomposa i
quali rilevavano l'estendersi della mano del potente
abate Alberico di San Benedetto Po e del priore
Madalberto di Murano su un territorio che anch'essi
pretendevano. Si fondavano sull'incertezza dei confini e
sul fatto che Costa doveva considerarsi fondo di
Villamarzana dove i pomposiani avevano possedimenti e
cura spirituale.
Ricorsero pertanto al cardinale Guido che delegò a
definire la lite due giudici ferraresi; i giudici si
pronunciarono per un amichevole accordo: stabilirono che
il priore di San Cipriano consegnasse all'abate di
Pomposa 15 libbre di moneta veronese e l'abate
rilasciasse perpetua quietanza al priore relativamente
alla donazione del marchese d'Este.
Successivamente
il Vescovo di Adria concede all'abate di San Benedetto
ed al priore di San Cipriano tre delle quattro parti
delle decime di Costa, riservando a sè ed ai suoi
successori la quarta e facendo obbligo ai monaci di
costruire una intitolata a San Giovanni Battista.
Donò ancora tutta la decima domenicale, concesse il
fonte battesimale, stabilì che la Chiesa fosse retta da
monaci di Murano alle dipendenze del priore di San
Cipriano, e in caso diverso sottomessi all'autorità del
vescovo.
La costruzione della Chiesa avvenne tra il 1163 ed il
1167.
Mentre in Costa si stabilizzava la presenza benedettina
il territorio di Costiola, alla sinistra dell’Adige, era
interessato ad un ordine religioso particolarmente ricco
di storia: l’ordine ospitaliero e militare di San
Giovanni di Gerusalemme. San Cipriano e San Giovanni
costituirono, particolarmente nel periodo medioevale, un
importante riferimento per l'economia, la vita civile e
religiosa di Costa e Costiola.
L’ambiente di Costa e di Costiola, quale appare dai
documenti medievali, con l’Adige navigabile, le paludi,
il lago, i boschi, le terre valorizzate per la
pastorizia e l’agricoltura, cambia aspetto nei secoli XV
- XVI a causa delle rotte, della diversione dell’Adige,
delle opere di bonifica.
La
vita di Costa nel ‘,700 in continuità con la tradizione
dei secoli precedenti era ravvivata da una discreta
attività commerciale oltre che dalla presenza di alcuni
professionisti: 2 speziali, 1 chirurgo, 1 medico, 2
sensali, 1 casolin, 1 beccher, 1 calzoler, 1 vendi-telle,
1 tentore e manganaro, 2 fernarolo e vendi cuciaro. Il
quadro sociale viene completato da Costiola dove
incontriamo 2 mercante e bottegaro, 2 sensali, 1
negoziante.
Gli abitanti di Costiola hanno sempre frequentato la
chiesa di San Giovanni Battista ma con l'aumento di
popolazione accrebbe nel '500 l'esigenza di disporre in
Costiola di un edificio sacro ove si celebrassero le
funzioni religiose. Il vescovo concesse l'autorizzazione
dedicando la chiesa a San Rocco.
Alla fine del '700 l'occupazione pose fine, anche in
Polesine, alla secolare dominazione veneziana e
determinò grandi mutamenti in tutti gli aspetti della
vita civile... La dominazione austriaca, che nel 1813
subentrò a quella francese, si distinse per serietà
burocratica ed amministrativa, provvide ad avviare
istituzioni scolastiche di base e superiori a Rovigo e
nel Polesine, sviluppò i commerci grazie alla
costituzione o al ripristino di strade...
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